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Michela Rampon - Sapere.it

Don Chisciotte ai tempi del call center



di Michela Rampon

A Natale i genitori ti hanno regalato un nuovo cellulare con tutte le funzionalità dei telefoni portatili di oggi. Tu sei un giornalista free-lance che in quell’oggetto metti tutta la sua vita mondana e professionale fatta di indirizzi e numeri telefonici. Qualche giorno più tardi nella tua cassetta della posta arriva una lettera dal direttore del servizio clienti del tuo nuovo operatore, tale Dominique Delmare. Ci sono belle novità: hai ricevuto un abbonamento premio di 5.000 punti fedeltà. Ma se ti capitasse di dimenticare il nuovo gioiellino sul sedile di un taxi e cominciasse per te un’esperienza kafkiana per recuperalo? Di più, una tragedia? Diventeresti il protagonista di Call Center, romanzo breve di Benoît Duteurtre dal 10 febbraio in libreria per i tipi della Garzanti. Il tempo di rendersene conto, e da “cliente privilegiato” il quarantenne dinamico, pieno di fiducia nelle promesse tecnologiche della modernità descritto dal romanziere francese più amato da Milan Kundera, diventa specchietto per le allodole dei labirinti infernali dei servizi clienti. Numeri verdi inesistenti, un caos di operatori telefonici, clausole contrattuali sconosciute che impongono il pagamento totale dell’abbonamento fino a tre giorni fa regalato. E poi dramma ancor più grave: l’impossibilità di ricevere un altro cellulare prima di aver firmato un nuovo contratto. Senza contare che l’operatore richiede anche il pagamento mensile per una connessione Internet mai richiesta dal protagonista.

Chi non ha mai vissuto almeno una volta nella vita un’esperienza simile scagli la prima pietra. Ecco perché leggendo le 112 pagine di questo romanzo è difficile non riconoscersi con il suo eroe donchisciottesco che con il coraggio dei martiri inizia il suo viaggio nei gironi infernali del “digiti 1, se desidera conoscere le nuove tariffe, digiti 2 se vuole parlare con un nostro operatore”. Fiducioso e testardo, il personaggio di Duteurtre comincia le sue attese interminabili attaccato al telefono, per finire poi col scoprire di essere vittima di un complotto e di avere a che fare con un sottobosco di impiegati a tempo sfruttati e sottopagati. In meno di due ore di lettura ci si sente finalmente sollevati constatando che non siamo soli e incompresi di fronte agli “inconvenienti” legati al pianeta telecomunicazioni, una somma di “servizi bidone”, come li definisce l’autore, e “tranelli per fregare il consumatore e guadagnare il più possibile risparmiando sul personale”. Tra le pieghe del racconto c’è spazio anche per la denuncia del dio del capitalismo moderno: la tecnologia. Fortunatamente quello di Duteurtre è un romanzo comico che fa ridere seriamente.


Benoît Duteurtre
Call Center
Garzanti (112 pagine, € 10.00)


(4 febbraio 2005)

Date de création : 18/02/2007 @ 16:41
Dernière modification : 18/02/2007 @ 16:43
Catégorie : - Service Clientèle
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